Questa storia comincia con dei biscotti….in fondo, diciamocelo, se vuoi tirare in piedi una bella storia ci devi mettere per forza del cibo. Ci devi mettere i sensi tutti. Ma cominciamo dai biscotti che se no si fa confusione; Cominciamo dal gusto.

Prendi una scatola di latta. Quelle tonde blu e grandi con dentro i biscotti, quelli al burro, con sopra la granella; Alcuni…. i migliori.

Prendi una bambino che gira in giro per casa. Lui zompetta e non si cura che di quello. Che non hai mica tanto da preoccuparti a quell’età. Che se non zompetti stai pasticciando qualcosa o smontando un telecomando. E poi ti tocca di rimetterlo a nuovo se no le senti anche su. Te “fai ricerca” e quegli stolti non capiscono un bel niente; ne fanno sempre un dramma.

< Bell’amore per il talento >

Al limite questo pensa mentre zompetta; Che non c’è amore per il talento…quello vero.

< Va come zompetto e va come ti smonto e ti rimonto di tutto. Tra l’illusionismo e l’eletrodinamica >

E’ li che se la salta e se la gode quando con l’occhio si incaglia come un pesce nell’amo, e più che lo levi più che si aggrappa….Il tonno; Insomma è fritto !

La scatola è quella blu, quella che ha già l’immagine del tesoro sul “difuori”… e che lo sa, il sorcio ballerino che ci sono tanti modi per sentire il boss dell’alcova che gli aggiusta le orecchie strillando in stile megafono con sua voce inquisitoria; e lo sa che la scatola blu è da sempre uno dei tanti. ” Ti sei fregato tutti i biscotti  della domenica ??!! “…. o sorcio ingordo.

“Niente cena, niente zompetti, niente telecomandi !” (che mica lo minacciano con la tv; E’ il telecomando che gli fa gola, si va beh…tranne i “trasformerrrs” su antenna tre )

Insomma lo sa che se apre la scatola uno non gli basta, due nemmeno, tre…ma va là !

e poi sono sermoni a rendere; se non schiaffoni !!! Ma in casa non se ne vedevano da un sacco di tempo.

Insomma…. se ne sta lì da un minuto buono (per un bambino un minuto di pazienza è da quantificarsi come diciassette ore per un adulto); Non zompetta e non pasticcia. Resta impigliato alla dispensa. immobile.

Poi, il fattaccio. Una goccia di languore pervade tutta la cavità orale del fagiuolo. E’ il tracollo ! A quel punto il timore della madre è incatenato e inscatolato; a prevalere è il sapore  burroso e granellato che si cela al di là del vetro. Oltre il tubone cassaforte, lo scrigno del gusto supremo.

Eccoci qua dunque. Un bambino e il suo dolce destino da prendere al volo prima che arrivino i gendarmi delle papille gustative (che poi sono gli stessi delle mani sporche, delle braghe sporche, dei capelli arruffati…dei compiti. I tuoi carcerieri; che poi però gli vuoi bene)

_ Un bambino nell’istante prima di aprire una qualunque cosa è come il Nagual nella fisica. Il punto estremo dopo il quale tutto si  ritrae su se stesso. Solo che nessuno sa cosa accade dopo. Noi siamo capaci solo a tendere la corda_

Il momento è arrivato, la scelta è presa. Accattone, ladro e traditore…per la vita; forse, ma a pancia piena. Esssiaaaa !

Un gesto fugace e lo scrigno è tra le sue mani, un gesto ancora e si schiude svelando il ventre al suo interno….

Ebbene dicevamo il Nagual.

Se la mano non si è ancora arraffata con una manciata tutto l’arraffabile è perchè il cuore gli sobbalza fino in gola. Niente biscotti, bensì…..

ma non ha il tempo di ragionare sulla tragedia !

Qualcosa dentro lo rapisce e lo allontana da sé e da quella stanza. Da quel pomeriggio di primo autunno. Sono gli odori che si liberano; cuoio, avorio, rame, ottone… pelo impolverato. Niente plastica. Ognuno di quei magici ed inconsueti umori lo travolge per qualche infinito secondo impedendogli di accorgersi dell’inevitabile…l’arrivo dei gendarmi.

Senza rendersi conto di ciò che stava accadendo ed abituato ad essere nel famoso torto marcio ogni volta che veniva colto con le mani nella dispensa…il sorcio lascia cadere la scatola e tutti i nonbiscotti si sparpagliano sul pavimento e tutt’attorno allo sbirro.

“Doppio strillo” pensa dentro di sé e stringe le spalle strette strette per attutire l’impatto ma…

Il gendarme sembra inspiegabilmente calmo anzi, sorride. Anche lei pare immobile e assorta in qualcosa di mistico. Guarda per terra ed invece delle briciole segue con lo sguardo quei gioielli del tempo che fù mentre rotolano e rimbalzano (quasi zompettano) qua e la per la stanza. Sembra divertita e non dice alcunchè…tantomeno grida.

Allora il fagiulo si fa coraggio, ne raccoglie uno, il più strano di tutti. Ricordava un’anguria; verde con le striature bianche fuori e rosso dentro. Lo raccoglie, lo porge al gendarme e domanda… “Cosa sono mamma ?”

“I bottoni che usava la nonna per farmi i vestiti….”

Mi racconti…dice lui !

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